Giura - Stefano Benni

Copertina di Giura scritto da Stefano Benni con fiori viola

Casa Editrice: Feltrinelli
Anno edizione: 2020
N° pagine: 208
Trama: Febo ha tredici anni e vive insieme ai nonni in un piccolo borgo sull’Appennino all’ombra dei Castagni Gemelli, popolato da leggende paurose e da un’umanità bizzarra e variopinta: ci sono Bue e suo padre Chicco, Slim e i sette fratelli Carta, Pietrino detto Zanza che di Febo è il più caro amico, Celso l’indio silenzioso con il suo cavallo Strappafiori. E poi c’è Ca’ Strega, dove vive Luna, muta e selvaggia, con la sua stravagante famiglia capeggiata da una nonna dotata di poteri magici. Il destino di Febo e Luna è segnato da un pomeriggio al luna park, e dalla profezia su una misteriosa mano di ferro. Le loro strade si dividono – lei finisce in un istituto di suore dove il dottor Mangiafuoco le farà recuperare la voce, mentre lui va a studiare in città dove ritrova un padre megalomane, sempre sul punto di concludere “un grande affare” e una madre amareggiata. Pur se lontani, Febo e Luna non smettono mai di pensarsi e di volersi bene. Lui tutto grandi teorie e proclami, lei concreta e battagliera. Il destino della loro vita è lasciarsi e ritrovarsi, e ogni volta il loro distacco è preceduto dalla separazione, premonitrice e crudele, di un’altra coppia di amanti. Anche quando, sullo sfondo di un’Isola cristallina, si illudono brevemente di poter restare sempre insieme, si perderanno. Gli anni passano, Febo adesso ha un figlio amato e indipendente, e della passione per la natura e l’ecologia ha fatto un mestiere; Luna aiuta i deboli e insegna la lingua dei segni a chi non ha la voce. Su di loro incombe l’ultima separazione, lei nel gelo del Nord, lui nel cuore di una foresta tropicale.

Recensione:
Se cercate una storia d’amore che unisca alla passione l’ironia e la magia dei racconti incantati, allora “Giura” è il libro che fa al caso vostro.

Intrigante, esuberante e vagamente cinico (nel senso più positivo del termine), l’autore Stefano Benni è riuscito a creare una narrazione scorrevole e piacevole, che commuove ma non troppo e che sicuramente non ti fa approdare all’ultima pagina con quel senso di pesantezza che spesso caratterizza altri romanzi d’amore.

La storia inizia in un luogo quasi fiabesco, tra i monti dell’Appennino. La natura incontaminata fa da padrona, con i suoi boschi pieni di simbolismi e leggende. Un luogo che risulta perfetto agli occhi di Febo, ragazzo carismatico e movimentato, da sempre innamorato di Lunaria – detta Luna -, la giovane muta che attraverso la sua anima penetrante e selvaggia riesce ad esprimersi meglio di chiunque altro. I due hanno tanti amici, ognuno caratterizzato da un soprannome che riporta a una particolarità ben precisa del proprio modo di essere, come d’altronde ogni altro personaggio del libro. C’è il nonno con cui vive Febo, legato in maniera viscerale alla terra in cui vive, poi nonna Strega, l’unica nella famiglia di Luna che sembra prendersi davvero cura di lei.

La vita nel loro borgo procede al ritmo di arrampicate sugli alberi, tuffi dentro enormi abbeveratoi per mucche e baci mancati. Una vita così paradisiaca da dover essere per forza scossa da un evento infausto. Durante una notte romantica con Febo, Luna viene trafitta da una grave sciagura. Da questo momento in poi, come la stessa nonna Strega predice, la vita della ragazza cambierà e ogni volta che due amanti moriranno lei e Febo dovranno separarsi.

E così accade. I due iniziano una serie di peripezie la cui prima tappa è quella di trasferirsi lei in un collegio per sordomuti e lui in città accanto a suo padre e sua madre, divorziati ed entrambi troppo presi dai propri problemi per dare retta a lui. Luna riesce pian piano ad esprimersi meglio, dimostrando di non essere mai stata davvero muta, mentre Febo comprende le difficoltà che implica il dover crescere all’improvviso.

Cambiano paesaggi, personaggi e mutano anche gli scopi stessi dei due protagonisti, ma il loro passato li seguirà sempre ovunque e con esso anche la magia del loro amore. La vita gli darà sempre modo di incontrarsi, per poi strapparli via duramente l’uno dall’altra.

Ho davvero apprezzato l’evolversi di questa storia e l’intensità delle sue pagine. Ogni evento viene raccontato dalla prospettiva di entrambi i personaggi principali, che si alternano in veste di narratori ad ogni capitolo. Il linguaggio è abbastanza familiare e si avvale di un sarcasmo burlesco, a volte tagliente, che mi ha permesso di entrare facilmente in simbiosi con la vicenda.

L’essenza dei protagonisti sta nella genuinità della loro visione sul mondo, che appare così sleale e spacciato agli occhi di Febo, ma forse ancora degno di esistere secondo la saggia Luna. La loro stessa storia d’amore sembra essere così, talvolta perduta e talvolta salva, ma è l’unica cosa a cui credono entrambi con grande determinazione, mancandosi e ritrovandosi sempre. Il loro legame mi è parso a tratti quasi fraterno e, di conseguenza, ancora più profondo e insostituibile. Un sentimento intagliato anche sui tronchi degli alberi che hanno segnato la loro infanzia, ovvero i Castagni Gemelli.

Una cosa che mi è capitata poche volte leggendo storie che parlano di amanti costretti a separarsi, è che non mi sono mai sentita addosso quel senso di dolore e scombussolamento emotivo. Quando Febo e Luna vengono messi alle strette dal destino, non sono sorpresi e non si inseguono, ma piuttosto lo accettano con la certezza di pensarsi costantemente a vicenda e di rispettare il giuramento che li porterà a non dimenticarsi mai.
Sono una l’angelo custode dell’altro, in senso molto figurato. Le loro vite vanno avanti, si concedono altri amanti e altre avventure, immersi nell’intento di lasciare una traccia in questa vita, se pur piccola.

Un altro aspetto che mi ha colpito è la rilevanza che Benni ha voluto dare ad altri temi, come ad esempio la droga, la filosofia, l’ecologia e l’importanza di aiutare gli altri. Non mancano riflessioni apocalittiche sull’umanità e sul pianeta Terra, ma anche sulla triste malvagità dell’ignoranza e del menefreghismo tipico dell’uomo.

Insomma, per concludere mi sento soddisfatta dopo aver terminato questa lettura e la consiglio a chiunque abbia voglia di farsi trasportare da un racconto che, per quanto a volte sembri surreale, riesce a tenerci con i piedi ben puntati per terra e a farci innamorare, una pagina dopo l’altra. 


Barbie






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