Leonardo Sciascia scrittore editore ovvero La felicità di far libri - a cura di Salvatore Silvano Nigro

Copertina per la recensione del libro Leonardo Sciascia scrittore editore ovvero La felicità di far libri, curato Salvatore Nigro

Casa Editrice:
Sellerio Editore Palermo
Formato lettura: cartaceo (rilegato)
Anno edizione: 2019
N° pagine: 340
Trama: Dopo sedici anni tornano in libreria, con il corredo di nuovi documenti, le istantanee critiche di Leonardo Sciascia editore in casa Sellerio: un libro di cronachette per bandelle, così esigue e così complete, oltre che di perentoria originalità, che convertono la forma inventiva e libera del saggio nei moduli strofici di essenziali biografie di libri o nella levità di racconti amabilmente eruditi. Sciascia ha reinventato gli spazi e la pratica del lavoro editoriale. Della costrizione esercitata dalla ristrettezza della pagina e dalla imprescindibile speditezza, ha fatto, senza forzature e senza sofferenze, le occasioni per una scrittura asciuttamente prensile e di grande estro nelle sue inconfondibili svoltature ritmiche.
Un ritratto inedito di Sciascia editore si consegna quindi in questo libro, che i quadratini di copertina e le note editoriali dello scrittore raccoglie e distende come conversazione pubblica e privata insieme. Come nervatura di una biografia letteraria; se non di un’autobiografia disseminata nei libri che fecero la felicità di Sciascia lettore ed editore, e ricomposta in Catalogo e Biblioteca. Il fascino lento e la leggerezza strepitosa dell’erudizione seducono; e il lettore impegnano su «fatti diversi di storia letteraria e civile».
In un altro modo può essere letto il libro. Come il racconto, per capitoli più o meno minimi, della storia di un’impresa editoriale inventata dalla letteratura di Sciascia, e che ora celebra se stessa nell’occasione congiunta del trentennale della morte dello scrittore e del cinquantesimo anniversario della casa editrice. (Salvatore Silvano Nigro)

Recensione: 
Questo libro è stato un’immensa scoperta per me. Leonardo Sciascia è un autore che a scuola si studia solo in veste di scrittore rivoluzionario, mentre in queste pagine è custodita l’essenza dell’uomo che si occupò di alcuni dei libri più significativi che Sellerio abbia pubblicato.

Salvatore Nigro nella prefazione e nella postfazione ci mostra i lati più affascinanti di Sciascia, a partire dalla dedizione e dall’amore con cui accarezzava ogni opera che finiva sotto il suo sguardo vigile.
Il suo modo di interpretare l’editoria andava oltre il mestiere dell’editor stesso. La passione traspare dalla meticolosa cura che applicava nella stesura di ogni singolo risvolto di copertina. La sua scrittura era sincera e priva di qualsivoglia influenza esterna. Non si ha mai la sensazione che le parole siano forzate, ma Sciascia riesce comunque a provocare nel lettore un forte senso di curiosità nei confronti dei libri che sceglie di divulgare.

Chiunque all’interno della casa editrice Sellerio si fidava ciecamente delle sue scelte, persino la stessa Elvira Sellerio, una delle più importanti editrici italiane.

Lo scrittore si occupò personalmente di alcune collane, come ad esempio “La memoria” e “La civiltà perfezionata” e curò i quattro volumi da lui stesso intitolati “Delle cose di Sicilia”, in cui vi sono testi inediti o rari che narrano la storia di questa meravigliosa isola.

Nei libri scelti da Sciascia si parla di mafia, storia, cultura e fascismo. Il suo impegno politico e sociale traspare da ogni singola parola delle sue note editoriali.

Ho trovato molto stimolanti gli spunti di riflessione proposti dall’autore, che illustra testi di cui si parla poco, affascinanti e divulgativi, colmi di ricchezza storica e artistica.
Interessante la parte in cui si parla di Oscar Wilde e del suo soggiorno a Napoli, o quella contenuta ne “La noia e l’offesa” in cui si attraversa l’evoluzione del pensiero siciliano dal consenso al dissenso nei confronti del fascismo.

Leonardo Sciascia amava e sosteneva in maniera viscerale la sua terra, nonostante le tante contraddizioni dolorose da cui essa è sempre stata abitata. Questo sentimento così profondo lo portò a scegliere una vasta quantità di opere grazie alle quali il lettore ha modo di conoscere i segreti più emblematici della regione, ma anche di rivalutarla e coglierne il valore.

Salvatore Nigro illustra anche la precisione con cui egli si dedicava alla scelta del nome delle collane e tutto il lavoro che vi era dietro. Importantissimo per lo scrittore era il “giudizio dell’occhio”, strettamente collegato all’aspetto estetico del libro, che risultava essere sempre elegantissimo proprio grazie alla cura che egli vi riponeva.

Non c’è molto da aggiungere su questo capolavoro, se non che questa è una raccolta che va assolutamente letta e assaporata almeno una volta nella vita.

Il mio consiglio è quello di leggere questi risvolti in pillole, a poco a poco, senza divorarli tutti in una volta. Sono sicura che sapranno accompagnarvi in un percorso interessante, in cui ogni pagina ne richiama un’altra, in un filo conduttore che segna davvero “la felicità di far libri” di questo grande uomo.


Barbie

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