Lizzie - Shirley Jackson

copertina recensione Lizzie di Shirley Jackson scattata nel bosco


Casa Editrice: Adelphi
Formato lettura: cartaceo (tascabile)
Anno edizione: 2018
N° pagine: 316
Trama: «Quella giovane donna, anonima e ottusa, che ogni mattina si reca in ufficio per vidimare le lettere in arrivo al museo dove lavora, neanche ci pensa a entrare in contatto con la propria vita interiore. In compenso, avverte un persistente mal di schiena, continue emicranie e vertigini, oltre a soffrire d'insonnia: i primi sintomi di quel vero e proprio abisso mentale in cui sta per precipitare ... Shirley Jackson è abilissima a mettere in scena questo terrificante teatro dell'anima, con le diverse personalità che entrano ed escono di scena, prendendo via via il controllo del corpo». (Franco Marcoaldi)

Recensione: Oggi vi parlo di uno dei capolavori della mia scrittrice del cuore, ovvero Shirley Jackson. Sono rimasta esterrefatta e anche vagamente turbata da questo libro, in cui non mancano collegamenti a quel filo conduttore che unisce tutti i suoi romanzi: la follia umana.

La storia si apre con la descrizione di Elizabeth Richmond, ragazza timida e insignificante, impiegata in un museo come addetta alla corrispondenza. Tutto ciò che la riguarda è privo di entusiasmo e la sua vita si svolge ogni giorno allo stesso modo, a partire dal lavoro per finire al ritorno a casa, dove la aspetta quotidianamente una zia che si prende cura di lei da quando ha perso la madre.

Nulla sembra poter scalfire quel monotono equilibrio che domina l’esistenza di Elizabeth, se non fosse per quei continui mal di testa e mal di schiena che la tormentano quotidianamente. Il medico curante, il dottor Ryan, continua ad asserire che questi malesseri siano solo conseguenza di una profonda stanchezza, ma né lui né la zia Morgen sono a conoscenza di quelle lettere minatorie che giornalmente la ragazza trova sulla scrivania del lavoro e che nasconde con cura dentro la scatola rossa sopra l’armadio.

Tutte queste stranezze si rivelano essere il presagio di qualcosa di oscuro e allarmante, che contribuisce a creare attorno alla trama il primo alone di inquietudine. Ma il vero terrore vien fuori nel momento in cui Elizabeth è vittima di episodi in cui agisce e parla inconsciamente, insulta gli amici della zia Morgen ed esce di casa a notte fonda. Tutte azioni di cui lei non ricorda assolutamente nulla. Le conversazioni che avvengono tra le persone che la circondano appaiono e scompaiono, mentre il mal di testa che la perseguita la martella incessantemente.
Così la ragazza è costretta ad andare da uno psicologo, il dottor Wright, che le chiede di poterla ipnotizzare per studiare al meglio il suo caso.

Ho adorato il fatto che la Jackson abbia suddiviso i capitoli concentrandosi su un personaggio diverso in ognuno di essi. La stessa terapia col dottor Wright viene narrata da lui stesso, così che il lettore possa immedesimarsi appieno nella scoperta dei demoni che attanagliano la protagonista.

Quando Elizabeth è sotto ipnosi vengono chiaramente fuori altre personalità e il cambiamento repentino che avviene sul viso della ragazza e ne modifica i lineamenti è qualcosa che fa davvero accapponare la pelle.

In questo modo inizia il viaggio attraverso l’oscurità di una mente contorta, incontrollabile e multiforme. Sarà proprio il dottor Wright, attraverso le sue cure, a sguinzagliare le identità che vivono nel corpo della protagonista e compongono la sua psiche.

Chi è la vera Elizabeth? Cosa si nasconde dietro ai suoi squilibri?

Questo romanzo è un crescendo di emozioni diverse tra loro. Vi è un continuo senso di irrequietezza che attanaglia il lettore, ma non mancano momenti di dubbi, confusione e commozione.

Come Eleanor in Hill House (altro romanzo horror-thriller della Jackson) anche Elizabeth è una creatura fragile e tormentata, che deve combattere contro sé stessa per ottenere l’equilibrio che la vita dovrebbe riservarle.

La scrittrice però non analizza solamente i mostri interiori della protagonista, bensì crea un quadro generale dei castighi mentali di tutti i personaggi principali. Il lettore ha modo di entrare nell’essenza del dottor Wright, della zia Morgen, ma anche di personalità secondarie come gli amici di famiglia. Non mancano inoltre metafore accurate che descrivono l’animo umano talmente tanto in profondità da rivelarne le più oscure falle.

Ogni uomo ha delle debolezze con cui dover fare i conti e nessuno può salvarsi dalle calamità emotive che il passato gli impone. La nostra anima è affascinante e spaventosa allo stesso tempo e tanti sono i modi in cui essa decide di lenire un trauma doloroso.

Consiglio la lettura di questo libro a tutti coloro che abbiano voglia di provare il brivido che solo la follia sa suscitare.

E voi cosa ne pensate, avete mai letto qualcosa di questa autrice? Conoscete libri o film che trattano l’argomento “personalità multiple”? 
Fatemi sapere nei commenti!


Barbie










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