L'incanto del fuoco - Cristina Elisabetta Rapisarda

Copertina del libro L'incanto del fuoco di Cristina Elisabetta Rapisarda

Casa Editrice: Bookabook

Formato lettura: digitale, e-book

Anno edizione: 2021

N° pagine: 287

Trama: Dafne abita a Milano, studia Lettere e convive con Stefano, il suo fidanzato. Conduce una vita apparentemente normale, se non fosse per alcun sogni premonitori e strane sensazioni che l'assillano da sempre e che d'un tratto diventano sempre più vividi e inquietanti. La ragazza si sente osservata e una data inizia a comparire ovunque: 1612. Presto incontra Filippo, un giovane affascinante che le svela perché quella data continui a tormentarla: lei è la reincarnazione di una strega bruciata sul rogo, a Milano, proprio nel 1612. Dafne è sconcertata e confusa, ma pian piano crede al misterioso Filippo. Inizia a recuperare antichi poteri e, contemporaneamente, rivive parte della sua vita passata, ritornando nella Milano del XVII secolo. Molti misteri sbucano dal passato, intrecciandosi con la storia del capoluogo meneghino, e molti altri dovranno ancora essere svelati...


Recensione
 
Il Blog tour de “L’incanto del fuoco” è stato un’esperienza interessante sotto 
vari punti di vista. Abbiamo avuto modo di collaborare 
per la prima volta con una scrittrice emergente 
e con altri profili Instagram, ma anche di affrontare argomenti 
affascinanti e imparare qualcosa di nuovo. 

Purtroppo all’entusiasmo di una nuova avventura si è affiancato anche un 
sentimento negativo, che riguarda la lettura del romanzo stesso.
Premetto di essere molto selettiva con i fantasy, 
poiché per piacermi essi devono avere delle 
caratteristiche ben precise. La trama deve coinvolgermi al punto da farmi 
avvertire davvero un senso di mistero 
e magia e questo vale anche per le ambientazioni. 
Ma soprattutto mi piacciono i personaggi che, nel caso in cui si tratti
di creature sovrannaturali, rispecchino 
davvero la concezione mistica e antica delle leggende.

“L’incanto del fuoco” non mi ha dato nulla di tutto questo.
I temi e dell’esoterismo e del paranormale sono stati affrontati in una 
maniera che non mi ha coinvolto particolarmente, mentre la caratterizzazione 
dei personaggi l’ho trovata un po' troppo superficiale per i miei gusti. 
Quando si tratta di vampiri, ad esempio, mi viene sempre in mente l’immagine 
del mio amato Dracula, quindi ammetto di non essere 
incline alle rappresentazioni in stile “Twilight” e simili.

Ho notato inoltre che la scrittrice ha voluto mettere 
molto in risalto l’aspetto fisico dei personaggi, anche 
in situazioni in cui i commenti sull’estetica non c’entravano molto a mio parere. 
Questa cosa mi ha vagamente infastidito, 
perché certi avvenimenti della trama avrebbero potuto
essere affrontati con un po' più di maturità, 
senza necessariamente ricorrere sempre ad affermazioni su bellezza, 
altezza e corporatura dei personaggi.
Persino la protagonista, mentre narra la storia,
si perde di continuo in vaneggiamenti che vanno fuori tema
e distolgono l'attenzione dal fascino del racconto fantasy-horror.

Molte scene, come quelle d’azione, avrebbero 
potuto essere più coinvolgenti ed emozionanti, 
mentre in realtà sono risultate troppo rapide e poco suggestive.

Ho trovato anche qualche imperfezione nell’editing vero e proprio, 
come ad esempio refusi e sviste che possono 
sicuramente capitare, ma quando sono troppo ricorrenti 
mi danno un senso di trasandatezza.

Mi dispiace dover dare un parere così negativo, soprattutto nei confronti di un libro d’esordio. 
Non sono riuscita a cogliere la passione e il magnetismo
che mi aspettavo quando ho iniziato la lettura, ma questo 
dipende anche dal tipo di lettrice che sono e dai miei gusti personali.
Ogni parere è soggettivo e non ne esiste uno giusto o uno sbagliato.

Bisogna mettere in conto anche il tipo di target a cui è indirizzato questo romanzo, 
ovvero persone a cui piace questo tipo di fantasy 
e che apprezzano storie dal sapore 
adolescenziale e leggero. Il mio pensiero quindi è da prendere
con le pinze e da valutare con razionalità e un po' di distacco.

D’altro canto posso dire di essere comunque rimasta 
piacevolmente sorpresa dai riferimenti storici e dalla presenza 
di qualche leggenda che non conoscevo. 
Le scene in cui sono presenti le visioni di una vita passata e in cui la protagonista
visualizza la scena della propria morte sul rogo, 
sono state importanti da un punto di vista formativo per me.
Mi sono resa conto di quanta cattiveria sia nata dall’ignoranza
ai tempi in cui le donne venivano additate e uccise in quanto “streghe”. 
Sicuramente questa è una riflessione importante che la scrittrice innesta nel lettore, 
indignandolo tramite descrizioni 
accurate delle torture cui erano sottoposte le condannate.

Nonostante le impressioni che mi ha trasmesso, 
sono sicura che questo romanzo potrebbe piacere a chi 
ama il genere e ha voglia di immergersi in una storia leggera.

E voi cosa ne pensate? Quali sono gli elementi che secondo voi
non possono mancare in un buon romanzo fantasy?

                                                                                     Barbie




"L'incanto del fuoco" è un fantasy d'esordio che racchiude al suo interno moltissimi temi importanti come l'amore, l'amicizia, la morte, la vita, la storia e l'occulto.

Quando ho iniziato questa nuova avventura in collaborazione con l'autrice, che ringrazio per l'esperienza, ero molto entusiasta.
Le idee da sviluppare sono molte ed interessanti, i personaggi intriganti e misteriosi, l'incipit è elaborato in modo da suscitare curiosità.
Peccato che il mio interesse sia drasticamente calato dopo i primi capitoli.

Non c'è dubbio che gli elementi costituenti della storia fossero oltremodo eccellenti, ma ho trovato non siano stati sviluppati in modo opportuno da garantire una piacevole lettura; al contrario l'autrice pare concentrarsi maggiormente su altri elementi: alcuni di qualche significato altri molto meno importanti per il corso della storia, ma sempre in modo molto dispersivo e vago.

I temi che più si fanno frequenti sono la morte e reincarnazione, la relazione tossica della protagonista e l'ossessiva attrazione fisica verso il protagonista maschile.

Lo stile di scrittura dell'autrice non si è rivelato per nulla di mio gusto.
Divagante tra una narrazione lenta, noiosa e una narrazione veloce, dispersiva, Cristina Elisabetta Rapisarda sceglie di seguire il suo filo narrativo senza nemmeno soffermarsi troppo sul profilo dei personaggi, sulle relazioni interpersonali o familiari, si limita a darci un assaggio di tutto senza approfondire più di tanto.
Durante la lettura mi sembrava di correre una staffetta, seppur rallentata da approfondimenti superficiali alquanto pesanti a mio parere trattandosi di un fantasy.

Mi sarebbe davvero piaciuto andare più nel profondo di temi come l'occulto, conoscendo meglio i poteri della protagonista, maggiori personaggi appartenenti a questo mondo tra fantasmi, vampiri, streghe, maghi;
mi sarebbe piaciuto poter imparare qualcosa da questa lettura oltre a particolari fisici dei personaggi che appaiono talmente fondamentali da essere frequentemente ripetuti, come per esempio la statura della protagonista o l'aspetto ultraterreno e affascinante del protagonista.
Mi sarebbe piaciuto molto vivere una sana e romantica relazione tra i due personaggi principali, piuttosto dei ricorrenti musi lunghi e mutismi.

Potrei continuare l'elenco, ma mi fermo e mi limito.

Trovo che questo romanzo fantasy avesse un gran bel potenziale, ma che non sia stato sfruttato per nulla dall'autrice.
Personalmente non mi ha lasciato nulla e mi ha spesso annoiato, l'unica scena che abbia minimamente suscitato il mio interesse è stata quella della battaglia finale.

Mi dispiace tanto di dover dare un opinione tanto negativa, ma da amante dei fantasy non posso fare a meno di esprimermi in tal modo. Sono rimasta molto delusa, ma spero che questa esperienza possa essermi utile per crescere ed imparare a scrivere anche e purtroppo recensioni negative.


𝕷𝖊𝖙𝖎𝖟𝖎𝖆

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