Il mattino ha due facce - Giada Rotundo

Recensione del libro d'esordio di Giada Rotundo, "Il mattino ha due facce" pubblicato dalla casa editrice "Ali Ribelli"


Casa Editrice: Ali Ribelli

Formato lettura: Digitale

Anno edizione: 2020

N° pagine: 229

Trama: Al termine della Prima Guerra Mondiale Anna è ospite di un istituto per orfani. Enrico Cadei ne è il fondatore, ma prima del conflitto era anche a capo di un atelier di alta sartoria. In occasione della riapertura dell’atelier indice un concorso che permetterà alle partecipanti di guadagnarsi un impiego al suo interno. Un'improvvisa tragedia scuote l'evento e i suoi protagonisti, creando un'ombra che si anniderà tra le pieghe degli anni, del destino stesso.


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Recensione:

Come descrivere "Il mattino ha due facce" in poche parole: 
Un romanzo che mi ha sorpreso!

Dapprincipio mi ha dato l'impressione di un giallo o di una storia d'amore ambientata nella prima metà del '900, i primi capitoli così fanno pensare, eppure c'è un particolare all'inizio che sfugge e che sarà caratteristico per tutta la durata della narrazione. Si tratta di un particolare che passerà inosservato perché il lettore impegnerà la mente, piuttosto, a capire il motivo di tutti quegli avvenimenti, attraverso i piccoli scorci nel passato della protagonista.

Nello scorrere dei capitoli uno sarà decisivo per ricollegare tutto, per scoprire cosa unisce i due personaggi principali, ma non vi rivelerò quale e non vi darò nessun accenno su quello che accade perché rivelare anche la più piccola delle vicende potrebbe essere uno spoiler.

Cercherò, però, di raccontarvi qualcosa con discrezione.
Anna è una giovane donna con un grande talento per il cucito, viene assunta in un atelier che si trova sul lastrico, bisognoso di idee innovative per competere con il negozio che si trova proprio sul lato opposto della strada. Anna sarà accolta come una manna dal cielo e con un pizzico di riluttanza verso il velo che le copre parte del viso; è evidente che nasconde qualcosa quando ad accertarlo sono gli incubi e le visioni che la assalgono in momenti improvvisi. La storia d'amore con il proprietario dell'atelier fa solo da contorno eppure è fondamentale per il decorso del romanzo che avrà un epilogo senz'altro fuori dagli schemi e davvero sorprendente.

Il racconto ha la sua risoluzione con un salto indietro proprio all'interno di un capitolo che fa da apice, da momento clou; è come se l'autrice aprisse un'enorme parentesi sul passato per spiegare ogni cosa poco prima di farci sapere come andrà a finire.
Attesa, attesa e ancora attesa, ma finalmente cogliamo i dettagli che sembravano non avere senso, entra in gioco una magia che non pensavamo potesse esistere e alcuni personaggi tra i più innocenti ci appaiono in una luce nuova.
Gli ultimi capitoli sono una rivelazione all'interno di una storia che fino ad allora aveva del surreale e dell'insensato.

Dal punto di vista della scrittura l'autrice ha un suo stile che mi ha ricordato quello degli autori della prima metà del '900. 
La scrittura è marcata, profonda, affascinante eppure divagante volutamente in alcuni punti; per Giada Rotundo importante incuriosire e trattenere l'attenzione del lettore fino alla fine, ed ha senz'altro la capacità di riuscirci.

L'unica pecca è che i capitoli iniziali, per lo più introduttivi, mi hanno annoiato un po', ma nel complesso è stata davvero una bella lettura!

𝕷𝖊𝖙𝖎𝖟𝖎𝖆


𝐶𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎 𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛 𝑒-𝑏𝑜𝑜𝑘 𝑠𝑢 𝐾𝑖𝑛𝑑𝑙𝑒 𝑈𝑛𝑙𝑖𝑚𝑖𝑡𝑒𝑑! 𝐻𝑎𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑡𝑢𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑖 30 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖!

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