Unastoria - GIPI

Recensione di "Unastoria" di GIPI

Casa Editrice: Coconino Press - Fandango

Formato lettura: Cartaceo

Anno edizione: 2014

N° pagine: 128

Trama: UNASTORIA sono due storie. Quella di Silvano Landi, uno scrittore che alla soglia dei cinquant'anni vede la sua vita andare in pezzi e quella del suo antenato Mauro, soldato nella carneficina della Prima guerra mondiale. Sotto i cieli di una natura magnifica e crudele, ieri come oggi, Gipi racconta la fragilità e la bellezza, le lacrime e le speranze degli uomini. La storia di un'eterna caduta nell'abisso e di come, nonostante tutto, ogni volta ci si possa rialzare.

Leggilo nella nuova edizione 👉 Unastoria - Gipi

Leggilo nella vecchia edizione 👉 Unastoria - Gipi
(in qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei)

Leggi la mia recensione per farti un'idea 👇

Recensione:

Per il mio primo approccio con l'autore iniziamo da qualcosa di leggero:
malattia, declino, abbandono, guerra, sopravvivenza, delirio.
Altro? Si, genialità.

Unastoria racconta una storia.
No, non è vero, volevo solo fare questo gioco di parole.
In realtà Unastoria racconta due storie in parallelo, ma molto distanti tra di loro: quella di Silvano Landi che da uno stato di celebrità vede il declino della sua vita a causa della malattia, dall'abbandono da parte della figlia all'internamento in una clinica psichiatrica; e quella del nonno, Mauro, ambientata durante la guerra di trincea.

All'inizio non capivo assolutamente nulla.
Le illustrazioni sono di grande impatto e le parole associate alle immagini sono una grande fonte di riflessione, ma forse proprio per questo fin da subito mi sono sentita spaesata da tanta "roba", passatemi il termine, tutta in una volta.

Immaginate che un giovane di 18 anni si svegli, vada in bagno e guardandosi allo specchio si veda con l'aspetto dei suoi prossimi 50 anni. Sicuramente ne morirà, sicuramente vomiterà.
E ora immaginate che un giovane di 18 anni, vivendo la sua vita secondo per secondo, con il tempo che passa, si svegli e guardandosi allo specchio nei suoi 50 anni si dica "Non male", no, non male.
Ebbene, questa prima parte ha creato in me uno scervellamento, un trip infinito che devo ancora immagazzinare del tutto ed elaborare, mi ha davvero colpito questa riflessione del protagonista, dell'autore.

È la vita, la vita che passa e non ce ne accorgiamo, per noi il nostro aspetto è quello di sempre, il nostro stato migliore per l'età che abbiamo, ma immaginiamo di svegliarci con una pelle nostra ma non nostra, una pelle invecchiata e rinsecchita, sicuramente ne moriremmo, vomiteremmo.

È bene che il tempo scorra lentamente perché i segni che ci portiamo sulla pelle sono anche le vicende che viviamo, le scelte che facciamo, le sofferenze che subiamo, secondo per secondo, cresciamo, impariamo, viviamo.

Il primo capitolo della graphic novel si intitola "Bituprozan" e il titolo è associato ad un flacone di pillole.
Il Bituprozan è un farmaco immaginario con cui viene curato il delirio del protagonista, Silvano, e che gli causa delle allucinazioni.
Silvano, disegna, come GIPI, e le sue illustrazioni ritraggono sempre lo stesso soggetto, una stazione di servizio.
Successivamente si scopre che quella stazione di servizio rappresenta per lui il luogo in cui è stato separato dai suoi affetti più cari, il luogo dell'abbandono, e qui ritorna ancora una volta il forte tema della terza età, tra solitudine e malattia di cui vi ho accennato parladovi del film "The Father" con Anthony Hopkins.

Parallelamente GIPI ci trasporta nelle trincee in cui regna sovrana la paura di non farcela, di non riuscire a tornare a casa, evidenziata dalle lettere d'addio di Mauro, il protagonista di questa parte della storia, indirizzate alla famiglia, moglie e figlio che desidera ardentemente riabbracciare.
Si registra intensamente la voglia di sopravvivere nonostante il terrore negli occhi dei personaggi o forse proprio grazie a questo.

Una graphic novel travolgente, sconvolgente, riflessiva e bellissima, consigliatissima!
Candidata al Premio Strega 2014, la sua candidatura conferma il suo grande valore, anche perché per la prima volta una graphic novel fu tra i 27 libri candidati al Premio Strega.

L'unica pecca l'ho trovata nel font che mi ha dato qualche noia nella comprensione della lettura, per il resto l'ho trovato un lavoro di pura genialità.

 

𝕷𝖊𝖙𝖎𝖟𝖎𝖆

𝐶𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎 𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛 𝑒-𝑏𝑜𝑜𝑘 𝑠𝑢 𝐾𝑖𝑛𝑑𝑙𝑒 𝑈𝑛𝑙𝑖𝑚𝑖𝑡𝑒𝑑! 𝐻𝑎𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑡𝑢𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑖 30 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖!

(in qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei)

Commenti

Post più popolari

Citazioni