La dodicesima notte - William Shakespeare

Recensione de "La dodicesima notte" di William Shakespeare

Casa Editrice: liberliber

Formato lettura: ebook

Anno edizione: ----

N° pagine: 123

Trama: Commedia tra le più amate di Shakespeare, La dodicesima notte o Quel che volete ruota attorno al tema classico degli scambi di identità tra gemelli, giocando la vicenda su due piani paralleli: una trama d'amore e la trama farsesca di una beffa crudele, e imprigionandola in un senso di assoluta irrealtà, in una sorta di deliberata inafferrabilità che già si annunci nell'irrisolto enigma del titolo. 


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Recensione:

"La dodicesima notte, o quello che volete"  questo il titolo completo. 
A Shakespeare non importava dei titoli, il suo obiettivo era divertire, intrattenere, stranire e strappare la sorpresa dal viso degli spettatori.

Come ho già detto nella recensione di "Sogno di una notte di mezza estate", i testi di questo teatrante così geniale non vanno letti, perché si perde tutta la magia, ma vanno visti recitati, e spero di poterli vedere un giorno.

Per adesso mi limito a commentarne la lettura e comincio col dire che in confronto alla mia precedente lettura del drammaturgo, questa mi è piaciuta di più.
Ho simpatizzato con i personaggi, ho riso degli scherzi che si facevano e dei fraintendimenti che si creavano, e sono rimasta sorpresa dal finale. 
Mi aspettavo qualche ammazzatina, ma dimenticavo che Shakespeare è un pacifista incallito, almeno in quest'opera.

Di questa pièce i temi principali sono tre:
-l'amore, banalmente scontato;
-la famiglia, due fratelli perduti e poi ritrovati;
-l'ubriachezza, come rifiuto delle responsabilità e come valore assoluto della razionalità: "più mi ubriaco più decisioni importanti prendo".

Le vittime, come al solito, di questa gerarchia patriarcale sono le protagoniste femminili.
Viola che si traveste da maschio per poter stare vicino all'uomo che ama, al punto da accettare di dover corteggiare un'altra donna in sua vece.
E Olivia che viene trattata dallo zio ubriacone come un oggetto dandola in sposa a un giovane, amico di bevute.

Da notare la somiglianza dei due nomi, di fatto le due protagoniste si somigliano molto: sono determinate, autonome e intraprendenti, ma per il resto sono l'opposto l'una dell'altra.
Olivia viziata, sciocca e superficiale nella sua immensa beltà.
Viola graziosa sia nei modi che di aspetto, ricca ma umile, di buon cuore.
Il pezzo forte delle due opere di Shakespeare da me lette sono senza dubbio i "giullari". 

Nella pièce precedente si trattava di un folletto servitore, qui invece si tratta di un vero e proprio buffone di corte che fa da collegamento neutrale tra le due dimore abitate dai protagonisti e ha il ruolo fondamentale di fomentare l'atmosfera surreale che si va a creare a causa dei continui fraintendimenti nascenti tra i personaggi.

Non vado oltre nel commentare per paura di spoilerarvi delle vicende.
Spero abbiate presto l'opportunità di leggere quest'opera o meglio ancora(secondo me) di vederla recitata.


𝕷𝖊𝖙𝖎𝖟𝖎𝖆

𝐶𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎 𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛 𝑒-𝑏𝑜𝑜𝑘 𝑠𝑢 𝐾𝑖𝑛𝑑𝑙𝑒 𝑈𝑛𝑙𝑖𝑚𝑖𝑡𝑒𝑑! 𝐻𝑎𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑡𝑢𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑖 30 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖!

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