La peste scarlatta - Jack London

Libro "La peste scarlatta" di Jack London

Casa Editrice: Adelphi

Formato lettura: Cartaceo

Anno edizione: 2018

N° pagine: 94

Trama: Nell'anno 2013, 
in un mondo dominato dal Consiglio dei Magnati dell'Industria, scoppia un'epidemia che in breve tempo cancella l'intera razza umana. Sessant'anni dopo, nello scenario post-apocalittico di una California ripiombata nell'età della pietra, un vecchio, uno dei pochissimi superstiti (e a lungo persuaso di essere l'unico), di fronte a un pugno di ragazzi selvaggi -i nipoti degli altri scampati - riuniti in torno a un fuoco dopo la caccia quotidiana, racconta come la civiltà sia andata in fumo allorché l'umanità, con il pretesto del morbo inarrestabile, si è affrettata a riportarsi con perversa frenesia a stadi inimmaginabili di crudeltà e barbarie. 
La peste scarlatta è uno dei grandi testi visionari di Jack London, che qui ancora una volta anticipa temi che, un secolo dopo, diventeranno ossessivi.



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Recensione:

Anno 2073, 
James Howard Smith è il nostro protagonista, ma non importa più il suo nome.
Non importa più il nome di nessuno, perché si è ripresa l'usanza di chiamarsi con un soprannome comune inerente al lavoro che si faceva un tempo o alle caratteristiche personali. Non esiste più nemmeno il lavoro.
I suoi nipoti lo chiamano "vecchio", non hanno alcun rispetto per lui; non lo ascoltano, lo insultano e capiscono poco ciò che dice: il vecchio parla un'altra lingua.
Il vecchio parla l'inglese complesso, comune nel 2013; nel 2073 si parla un inglese scarno, semplificato e ridotto, e giustamente i nipoti non lo capiscono.
Il vecchio, James, è uno dei pochi sopravvissuti alla peste scarlatta, un morbo apparso circa 60 anni prima; faceva il professore.

Anno 2073,
La popolazione è stata decimata, gli esseri umani sono tornati a vivere a uno stato selvatico: cacciano, si difendono dagli animali feroci, lupi soprattutto, e si accoppiano per favorire l'incremento della specie. Non c'è più alcuna traccia della cultura, della società e della vita di un tempo.
Non esiste più la "comunità", ognuno deve pensare a sé stesso per sopravvivere.

James si perde nei ricordi del passato e "parla a vanvera", "dice sciocchezze" come sostengono i tre nipoti, eppure quella storia che il vecchio si ostina a raccontare li incuriosisce, li affascina e a un certo punto del tragitto di caccia si seggono a mangiare e ad ascoltare le sue "sciocchezze".
James si perde in chiacchiere sul cibo e sugli usi che erano d'abitudine, poi inizia a raccontare come comparve il morbo, il perché del nome, come si diffuse, in che modo uccideva.
Racconta la paura negli occhi degli uomini, l'arroganza, l'isteria, la follia che li spinse a uccidersi a vicenda e come rimase solo, per anni.

La peste scarlatta è un romanzo visionario, distopico, futuristico, post-pandemico, è un romanzo i cui elementi non si discostano molto dalla realtà, riguardo almeno l'ignoranza umana e l'egoismo.
Perché diciamocelo, questo aspetto dell'umanità non cambierà mai, e ciò che mi piace di London è che esalta l'ignoranza per distruggerla con la conoscenza e la memoria, è puro godimento.

La peste scarlatta è stato il mio primo Adelphi, ho scelto bene, mi ha empaticamente chiamato.
La peste scarlatta è stato il mio primo Jack London, voglio assolutamente leggere altro di suo.


𝕷𝖊𝖙𝖎𝖟𝖎𝖆


𝐶𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎 𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛 𝑒-𝑏𝑜𝑜𝑘 𝑠𝑢 𝐾𝑖𝑛𝑑𝑙𝑒 𝑈𝑛𝑙𝑖𝑚𝑖𝑡𝑒𝑑! 𝐻𝑎𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑡𝑢𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑖 30 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖!

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