L'isola del tesoro - Robert Louis Stevenson

Recensione de "L'isola del tesoro" di Robert Louis Stevenson

Casa Editrice: liberliber

Formato lettura: digitale

Anno edizione: ----

N° pagine: 287

Trama: Perfetto modello del racconto d'avventura, è un'avvincente storia di lupi di mare, capitani di lungo corso, pirati e ammutinamenti: una caccia al tesoro in mari lontani scatenata dal ritrovamento tra le carte di un vecchio marinaio della mappa di una misteriosa isola dove una banda di filibustieri ha sepolto un favoloso bottino.


Leggilo in formato cartaceo 👉 L'isola del tesoro - Stevenson(link momentaneamente non disponibile)
(in qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei)


Leggi la mia recensione per farti un'idea 👇


Recensione:

Quando si legge quello che si definisce "un grande classico" ci si aspetta sempre che sia all'altezza della sua fama, ma "L'isola del tesoro", per quanto sia l'icona delle avventure piratesche della letteratura, mi ha fortemente deluso.

Dopo pochi capitoli mi chiedevo già quante pagine mancassero alla fine del libro; la scrittura mi annoiava, le vicende non mutavano e probabilmente anche il linguaggio troppo ricercato di Stevenson ha fatto il suo.

Ho trovato i capitoli particolarmente prolissi e noiosi, scarsi di descrizioni entusiasmanti e ricchi di dettagli inutili. Da un libro sui pirati ti aspetteresti avventura, avventura, e ancora avventura!
E invece no: misteri, ammazzatine così a caso, un bambino che diventa un omicida perché… beh, perché no? 

Una cosa che mi è piaciuta è la particolare descrizione dell'aspetto di buona parte dei marinai.
Stevenson è in grado di figurarti il personaggio nella mente con poche parole, ma con grande assenza di caratteristiche psicologiche; inoltre utilizza un tipo di linguaggio tanto crudo quanto reale per farti assaporare perfino la morte, perfino la terra e la sabbia dell'isola del tesoro.

Una particolarità che mi ha molto colpito è la completa estraniazione del protagonista dalla storia che lo circonda. Jim è un ragazzino che ha appena sofferto la morte del padre, la cui locanda viene fatta a pezzi e che viene diverse volte messo in pericolo e quasi ucciso dai pirati, ma lo scrittore non ci fornisce mai una descrizione psicologica o emotiva del protagonista, non gli dà mai la parola e il personaggio non sembra quasi esistere se non per alcuni interventi nella storia.
Per dirla in breve, Stevenson non ci fornisce nessun mezzo per empatizzare con il personaggio, aggiungo inoltre che Jim è il narratore di tutta la vicenda, e questo fa si che ci appaia freddo e privo di alcun sentimento.

Ma andiamo avanti. 
La mia esperienza con Stevenson mi porta a nominare un altro grande classico "Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde"; mi ripeto nel dire che per quanto la trama sia tra le più originali e stupefacenti mai esistite, lo stile di scrittura dello scrittore mi ha ancora una volta impedito di apprezzare a pieno il romanzo, e per quanto io adoro la storia dello scienziato e dell'alter-ego, non ho goduto molto di questa lettura.

Inoltre, dettaglio importante per me, ho potuto notare la forte assenza di personaggi femminili all'interno delle idee di Stevenson, che se ci sono allora o svengono o sono delle personcine deboli e poco capaci con un ruolo poco più che inutile.

Mi dispiace doverlo affermare, ma penso proprio che non leggerò più nulla di suo.

𝕷𝖊𝖙𝖎𝖟𝖎𝖆

𝐶𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎 𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛 𝑒-𝑏𝑜𝑜𝑘 𝑠𝑢 𝐾𝑖𝑛𝑑𝑙𝑒 𝑈𝑛𝑙𝑖𝑚𝑖𝑡𝑒𝑑! 𝐻𝑎𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑡𝑢𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑖 30 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖!

(in qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei)

Commenti

Post più popolari

Translate